INCONTRO AL MIUR: DECRETO LEGGE 104/2013 E PAS

Nella mattinata di oggi si è svolto l’annunciato incontro al MIUR su due tematiche di particolare interesse per la scuola e il suo personale che ha riguardato:

  1. in una prima parte, l’informativa relativa al recente “decreto-legge sull’istruzione”;

  2. nella seconda, quella relativa ai Percorsi Abilitanti Speciali (PAS).

Di seguito riportiamo una sintesi, trattando separatamente i due argomenti nell’ordine con cui sono stati trattati:

 

  1. DECRETO LEGGE SULL’ISTRUZIONE

Nel riservarci una più approfondita analisi e valutazione del provvedimento, i contenuti ufficiali e definitivi sono stati, infatti, resi noti solo oggi con la pubblicazione del Decreto Legge n° 104 sulla Gazzetta Ufficiale n° 214 (inseriamo il testo in area riservata). Il primo commento che ci pare ragionevole formulare, anche alla luce di quanto riferito, è che i contenuti paiono essere una somma di proposte, non adeguatamente finanziate, e che non paiono tali da introdurre la svolta, auspicata dallo SNALS-CONFSAL, capace di ridare alla scuola gli strumenti e le risorse adeguate per essere veramente il volano su cui basare la ripresa del nostro Paese, dare un futuro migliore alle giovani generazioni e ridare al personale scolastico la giusta dignità sociale e il necessario riconoscimento economico. Lo SNALS-CONFSAL svolgerà in tutte le sedi ogni possibile forma di pressione affinché, in sede di conversione in legge, si operino le integrazioni e i miglioramenti necessari, con suggerimenti, cancellazioni e/o modifiche, in modo da mettere le scuole in condizioni di svolgere al meglio la loro funzione, ma tutelando i diritti e le aspettative di docenti, dirigenti e personale ATA.

Entrando nel merito esaminiamo di seguito i principali elementi forniti dalla delegazione del MIUR guidata dal Capo Dipartimento, Dott. Chiappetta, che ha iniziato dagli argomenti comuni sia all’area V della Dirigenza Scolastica sia al Comparto Scuola(docenti e ATA).

 

DIMENSIONAMENTO (ART. 12)

Riguardo al dimensionamento, le Regioni dovranno definire, entro il corrente anno scolastico, la propria rete scolastica avendo quale riferimento il numero di istituzioni scolastiche derivanti dalla divisione del numero degli alunni diviso per 900. Tale conteggio sarà definito a livello nazionale, secondo la norma statale, con conseguente attribuzione a ciascuna Regione del numero delle istituzioni che dovranno essere attivate con decorrenza 1° settembre 2014. In base a questa disposizione le singole Regioni saranno libere di riorganizzare la rete scolastica nel proprio territorio senza sforare il numero massimo di istituzioni attivabili. I vantaggi saranno quelli di abolire finalmente le cosiddette scuole sottodimensionate alle quali, in base alla normativa vigente, non spettavano né dirigente scolastico titolare né DSGA.

Secondo i conteggi del Miur, al termine dell’operazione potrà risultare un organico di dirigenti scolastici e un organico di DSGA maggiorato, rispettivamente, di circa 800 unità rispetto a quello attuale.

 

DIRIGENTI SCOLASTICI (ART. 17)

Per quanto riguarda il reclutamento, visti gli esiti negativi delle attuali procedure concorsuali così come evidenziato dalla miriade di ricorsi presentati, alcuni dei quali hanno portato all’annullamento del concorsi (v. Lombardia) o al rinvio della conclusione delle procedure, l’art. 17 del DL prevede la sostituzione dell’art. 29 del D.lgs. 165/2001 con un nuovo articolo in cui è previsto che il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione, con cadenza annuale al quale potrà partecipare il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative statali, in possesso del relativo diploma di laurea, che abbia maturato dopo la nomina in ruolo un periodo di servizio effettivo di almeno 5 anni.

La partecipazione al concorso comporterà da parte dei candidati il pagamento di un contributo per le spese della procedura concorsuale.

Il concorso potrà prevedere una prova preselettiva e una o più prove scritte, cui sono ammessi tutti coloro che superano la preselezione e una prova orale a cui segue la valutazione dei titoli.

Il corso-concorso si svolgerà presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione.

Altra novità prevista dall’art. 17 è quella di autorizzare, in deroga alle vigenti disposizioni, l’esonero del docente “vicario” delle scuole date in reggenza ad altri dirigenti scolastici nelle Regioni in cui i concorsi a dirigente scolastico risultano non portati a termine con la definitiva approvazione delle graduatorie.

Gli esoneri dall’insegnamento non potranno superare il numero dei posti a dirigente scolastico messi a concorso e cesseranno al momento della nomina dei vincitori dei concorsi.

Il compenso per i supplenti chiamati a sostituire i docenti “vicari” esonerati graverà sulle disponibilità finanziarie derivanti dal mancato pagamento dei dirigenti scolastici titolari, non nominati a causa della procedura concorsuale non conclusa.

La norma opera esclusivamente per l’a.s. 2013-2014.

La nostra delegazione ha avanzato al tavolo alcune prime osservazioni; ad esempio:, quella di cassare la parte del comma 7 dell’art. 17 che sembrerebbe accollare al fondo regionale per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici, il compenso spettante ai supplenti dei vicari esonerati per la fattispecie precedentemente indicata, qualora non fossero sufficienti le risorse prioritariamente indicate.

 

RIDUZIONE DEL COSTO DEI LIBRI SCOLASTICI (ART. 6)

pur capendo e condividendo la necessità di contenere i costi delle famiglie, si sono espresse preoccupazioni sul fatto che la norma sia coniugabile con la libertà d’insegnamento e dell’adozione di un libro di testo scelto liberamente dai docenti, con la responsabilità del dirigente scolastico e sul clima conflittuale che possa derivare, a seguito di annullamento della delibera, sia tra i diversi docenti sia tra questi e il dirigente.

 

PERCORSI DI ORIENTAMENTO PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO (ART. 8)

Oltre all’ovvia osservazione che non pare possibile trascurare il non meno importante problema dell’orientamento per gli allievi delle scuole secondarie di 1° grado, si sono fatte diverse osservazioni riguardo alla obbligatorietà o meno delle attività connesse all’orientamento e alla necessità di meglio chiarire le interconnessioni tra queste attività e l’orario di servizio dei docenti ai sensi del vigente CCNL.

 

FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO (ART. 16)

Premesso che lo stanziamento aggiuntivo di 10 milioni di euro è limitato all’anno solare 2014, si è contestata in particolare la dizione “attività di formazione obbligatoria, in quanto non solo introduce obblighi di servizio, peraltro senza alcun tetto, ma lo fa senza prevedere la retribuzioni per il tempo che il personale dovrà dedicarvi. E’ stato affermato con forza che non è accettabile lo scavalcamento della legge nei confronti del contratto, tra l’altro su temi così delicati quali l’orario di servizio e la retribuzione. Tra l’altro si è osservato che: legare gli interventi in particolare alle regioni ove i risultati degli apprendimenti sono inferiori alla media nazionale rischia di far passare il messaggio che se gli alunni non raggiungono i livelli di apprendimento desiderati è colpa degli insegnanti

 

PERSONALE SCOLASTICO (ART. 15)

Questo articolo si occupa, in particolare di due problemi:

  1. Incremento organico di diritto del sostegno e piano triennale per le nomine in ruolo

Premesso che è certamente positivo l’annuncio della stabilizzazione di oltre 26000 posti di sostegno in un triennio, e l’annunciata definizione di un piano triennale di stabilizzazione che preveda l’immissione in ruolo, quantificato nel comunicato stampa del Governo in 69000 docenti e 16000 ATA, sui i posti vacanti e disponibili, quindi non solo a pareggio del turn-over, ma manca l’attivazione dell’organico pluriennale dell’autonomia in cui stabilizzare almeno tutte le disponibilità esistenti anche in “rete” tra scuole diverse. L’incremento dei posti del sostegno in organico di diritto avrà la progressione seguente: 4447 posti per l’anno scolastico 2013/14, 13.342 per l’anno scolastico 2014/15 e 8895 posti per l’anno scolastico 2015/16. Questo fatto comporta che si opererà un’ulteriore tornata di nomine in ruolo sul sostegno per il corrente anno scolastico entro il 7 ottobre (20° giorno dall’inizio delle lezioni nell’ultima regione) sia in relazione alle GAE che ai vincitori di concorso. Per quanto attiene al piano triennale, questo opererà, invece, con riferimento al 2014/15, 2015/16 e 2016/17: L’elemento negativo previsto, oltre alla mancata attivazione dell’organico dell’autonomia, è che il provvedimento prevede che i posti vacanti debbano avere copertura economica a seguito di apposita sessione contrattuale all’ARAN in base ad una direttiva che il Governo deve emanare. In pratica, una parte della spesa per stabilizzare il personale viene attivata a carico del contratto e, quindi, dei lavoratori.

  1. Inidonei

Con decorrenza 1° gennaio 2014 è cancellato l’obbligo di transitare nei ruoli ATA e sostituito da due alternative: o fare domanda volontaria per divenire assistente amministrativo o tecnico ATA o incorrere nell’applicazione obbligatoria della mobilità intercompartimentale in ambito provinciale. Sono introdotte novità in relazione all’accertamento medico e alla composizione delle commissioni. Questo dovrebbe sbloccare le nomine in ruolo del personale ATA per il corrente anno scolastico.

 

POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA (ART. 5)

Si è ribadito quanto già scritto in un precedente comunicato. Cioè che, l’introduzione di un’ora di geografia generale ed economica negli istituti tecnici e professionali (si tratta di una sola ora per l’intero biennio, ove non già prevista) non può che essere vista positivamente, come ogni arricchimento dell’offerta formativa; non è, però, condivisibile e accettabile la mancanza di analogo provvedimento per altre discipline eccessivamente penalizzate dai tagli della riforma e, in particolare, con riferimento proprio agli istituti tecnici e professionali, il mancato potenziamento dei laboratori che potrebbe essere realizzato con un limitato incremento di risorse ottimizzando l’utilizzazione del personale docente ITP.

Quanto riportato è una prima serie di considerazioni che hanno affrontato gli aspetti del D.L. oggetto dell’informativa. In relazione alle diverse tematiche, la delegazione SNALS-CONFSAL, ha sollecitato l’apertura di “tavoli specifici” per i singoli problemi al fine di suggerire modifiche e integrazioni da apportare al D.L. in sede di conversione. Ovviamente non si opererà al riguardo solo all’interno del MIUR, ma si proporranno emendamenti al Governo nel suo complesso e a tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Al fine di predisporli, anche in vista delle audizioni che chiederemo alle Commissioni Parlamentari, auspichiamo che tutte le strutture territoriali forniscano suggerimenti e contributi.

 

 

  1. PERCORSI ABILITANTI SPECIALI

 

E’ stato fornito il prospetto del numero di domande pervenute e l’amministrazione si è riservata di inviarci a breve i dati articolati per ordini e gradi di scuola, nonché per classi di concorso. Le domande che avevano come requisito di servizio per l’accesso il 2012/13 come terzo anno, sono state conteggiate tra quelle “senza esclusione”. 

Dai dati scorporati è ragionevole pensare che emergeranno tre tipo di aree per consistenza di aspiranti: macro, medie e micro. L’amministrazione ha chiesto alle OO.SS. di inviare proposte di modalità di attivazione anche in relazione a queste diverse fattispecie.

E’ stata fissata una prossima riunione, presumibilmente per il 25 settembre per affrontare il problema del chiarimento di alcuni aspetti problematici per la valutazione del servizio quale requisito di accesso. 

 

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